Tata Nano, le proteste contadine bloccano la produzione
Mercoledì 3 Settembre 2008 alle 09:32 - Gilles
Sono passati solo pochi giorni da quando Tata aveva comunicato ufficialmente che la produzione della nuova Nano sarebbe iniziata a partire dal prossimo mese di Ottobre, eppure questo breve periodo è già stato sufficiente per rinviare a data indeterminata il debutto della tanto attesa vetturina low cost. Alla base dei problemi gli scontri tra Tata Motors ed i contadini di Singur, località nel West Bengala dove si sta costruendo il sito produttivo della Nano.
Le proteste iniziate già da qualche mese sono sfociate recentemente in manifestazioni sempre più violente che hanno costretto la casa automobilistica ad interrompere i lavori per la costruzione delle fabbriche. I manifestanti chiedono che il colosso rinunci a 162 ettari di terreno fertile sottratto ai contadini e destinato al nuovo sito produttivo, richiesta dopotutto lecita considerando che accanto a chi ha accettato gli indennizzi governativi c’è stato anche chi si è visto letteralmente sottrarre i terreni senza alcuna possibilità di trattative.
A rendere la situazione ancora più complessa c’è anche il quadro politico della regione: il partito comunista al potere, che vorrebbe industrializzare la zona attraverso investimenti privati, appoggia il colosso automobilistico, mentre il leader locale dell’opposizione si è messo a capo dei manifestanti, promettendo il rientro della situazione ai contadini. Insomma, per farla breve, il primo passo di Tata è stato quello di interrompere temporaneamente i lavori, senza escludere che in caso di ulteriori complicazioni le fabbriche possano addirittura essere spostate altrove, con gravi conseguenze in termini di tempi produttivi.
Inizia male, così, l’avventura della piccola low cost nata con l’intento di motorizzare l’India. Caratterizzata dal prezzo più basso al mondo per una vettura di questo genere, Tata Nano con i suoi 1700 Euro chiavi in mano punta ad un grandissimo numero di vendite: secondo gli analisti indiani si dovranno vendere 32.500 unità al mese perchè la Nano porti reali profitti alla Tata, con il raggiungimento di 400.000 vetture vendute ogni anno. Il risultato peggiore sarebbe quello di venderne 20.000 al mese, mentre il massimo profitto si avrebbe con la vendità di 45.000 unità mensili.
Ricordiamo che Tata Nano sarà lunga 3,1 metri, larga 1,5 metri ed alta di 1,6 m e sarà caratterizzata da una carrozzeria monovolume a quattro porte. Il motore è un piccolo bicilindrico a benzina da 623cc in grado di erogare 33 cavalli e di far toccare alla NANO i 100 km/h. Pensata, come detto, per il mercato indiano, le pecche della vettura sono l’assenza di aria condizionata, alzacristalli elettrici e sistema frenante adeguato alle normative europee. Il prezzo di 1700 Euro potrebbe inoltre essere rivisto a causa dei disagi produttivi e soprattutto dell’incremento del costo delle materie prime. Insomma, vedremo come andrà a finire…
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